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Perché stai ignorando Pinterest Ads? Sfruttalo per la tua strategia digital nel 2026

Andrea Tercig

22 Aprile 2026

Negli ultimi anni la competizione sulle principali piattaforme di advertising, come Meta e Google, si è intensificata rendendo necessario diversificare il proprio social media mix 2026. Da questo punto di vista, Pinterest Ads rappresenta un’opportunità spesso trascurata per svariati motivi: budget limitati, assenza di un piano di pubblicazione organica, o semplicemente non sapere di avere già un profilo attivo.

Tuttavia, la pubblicità su Pinterest può rappresentare un’occasione strategica per allargare la propria visione e cogliere nuove opportunità.

In questo articolo analizzerò le peculiarità di questo canale, fornendoti spunti concreti per abbassare i costi di acquisizione attraverso l’analisi dei formati adv più performanti, le diverse opzioni di targeting e le best practice per scalare le campagne.

Le differenze tra Pinterest, Meta e Google: tre mindset diversi

Spesso si tende a considerare i canali tutti uguali, omettendo le specificità che ognuno presenta. In particolare Pinterest – seppur all’apparenza possa sembrare simile a Instagram o TikTok – segue logiche ben diverse da quelle di Meta o Google.

Possiamo suddividere queste piattaforme in tre macro-aree.

1. Intrattenimento

In questa categoria rientrano Meta e TikTok, dove l’utente entra alla ricerca di svago e si basa principalmente sullo scroll passivo o su contenuti di brevissima durata come Reel o post. In questo caso, quindi, come advertiser lavoriamo sulla domanda latente, cercando di intercettare persone che non stanno cercando attivamente il brand, ma potrebbero esserne interessate.

2. Ricerca specifica

Qui, invece, si posiziona Google: gli utenti arrivano con una necessità specifica e cercano una soluzione immediata a un bisogno concreto. Si parla in questo caso di domanda diretta.

3. La scoperta

Pinterest si differenzia dai competitor rappresentando il canale dedicato alla pianificazione e all’ispirazione. La durata dei contenuti è molto più lunga – un pin può essere consultato anche a mesi di distanza dalla pubblicazione – e l’utente arriva con un progetto o un’idea in mente, cercando spunti su come realizzarlo o organizzarlo.

Il potere di questo canale risiede nel farsi trovare quando le persone iniziano a cercare idee per i momenti della propria vita. Questo concetto di “momenti” è centrale quando strutturiamo una strategia efficace e li possiamo dividere in tre macro-categorie:

  • specifici periodi dell’anno come Natale, Pasqua, Black Friday e tutte le festività, ricorrenze religiose o culturali ed eventi stagionali distribuiti nel corso dell’anno;
  • avvenimenti personali, che hanno un impatto significativo nelle nostre vite, come l’acquisto di una nuova casa, il matrimonio, il fidanzamento, la nascita di un figlio, o altri traguardi personali;
  • oppure momenti della quotidianità: non per forza devono essere ricorrenze specifiche, ma anche situazioni vissute in qualsiasi momento dell’anno (come una serata romantica), oppure legate a una stagione particolare (come una gita sulla neve).

Ogni brand avrà i propri momenti specifici da sfruttare. Nella fase di strutturazione della strategia diventa fondamentale individuarli e integrarli in modo coerente. Per esempio, un brand di arredamento potrebbe pubblicare pin dedicati a idee di design per la casa o su come rimodernare la cucina.

Un alleato in questo senso è Pinterest trends, lo strumento ufficiale della piattaforma che permette di monitorare i trend e analizzare cosa, come e quando gli utenti cercano determinati argomenti. Per creator e aziende è un asset strategico perché permette di pianificare le proprie strategie basandosi su dati reali.

Schermata di Pinterest trends
Schermata di Pinterest trends

Pinterest: grandi opportunità a livello di CPM

Al di là delle differenze qualitative nel mindset degli utenti, è sul fronte dei costi di acquisizione che Pinterest si rivela un’opportunità concreta. In un panorama dove i costi pubblicitari sui canali social con CPM più basso sono sempre più richiesti, diversificare il media mix diventa non solo una scelta strategica ma una necessità per salvaguardare la redditività.

Analizzando i dati delle campagne di conversione realizzate da Pratic su Pinterest Ads per alcuni mercati nel 2025, emerge un divario notevole a livello di CPM rispetto alle stesse attività su Meta.

Tabella comparativa dei CPM tra Pinterest e Meta. Vengono analizzati 4 mercati: Italia, Stati Uniti, Uk, Irlanda. In tutti i mercati i valori di Pinterest sono molto inferiori.
Confronto CPM Pinterest e Meta campagne Pratic 2025

Come evidenziato dalla tabella, nel mercato italiano abbiamo raggiunto una maggiore visibilità con un costo quasi sei volte inferiore rispetto a Meta.

Ancora più rilevante è lo scenario per i mercati esteri: in zone altamente competitive come Stati Uniti o Regno Unito, i costi su Meta hanno raggiunto cifre molto elevate. Al contrario, su Pinterest questi si sono ridotti drasticamente, complice una minore competizione, permettendo di aggredire anche questi mercati ottimizzando il budget.

Come strutturare una campagna di successo su Pinterest

All’atto pratico, strutturare una campagna Pinterest non è così diverso dalle altre piattaforme. La prima domanda da porsi è: quale obiettivo voglio raggiungere?

La piattaforma presenta obiettivi suddivisi per tipologia.

Partendo dall’Awareness, troviamo l’obiettivo di “Brand awareness” –che aiuta le persone a scoprire il tuo brand, i prodotti e i servizi – e le “Visualizzazioni del video“, utili per aumentare il completamento dei video e stimolare azioni successive. Si passa poi alla fase di Consideration, in cui l’obiettivo omonimo serve in particolare ad aumentare i clic sugli annunci.

Infine, c’è la macro-area delle Conversion, che comprende l’obiettivo “Conversioni” vero e proprio, studiato per portare gli utenti a compiere specifiche azioni sul sito web (come degli acquisti o la compilazione di un form di contatto), e la “Vendita prodotti dal catalogo“, pensata per aumentare le vendite dirette sfruttando gli Shopping Ad.

Panoramica degli obiettivi di Pinterest ads

Questo primo passo è fondamentale: fissare un obiettivo errato può portare ad analizzare KPI non utili e sprecare budget.

Targeting e Performance+ su Pinterest

Dopo aver impostato l’obiettivo, segue la scelta del target. Su Pinterest è possibile sfruttare tre tipologie di pubblici.

  1. Per parole chiave e interessi: si selezionano degli interessi e gli annunci vengono mostrati agli utenti in base a questi, oppure si possono suggerire delle parole chiave in corrispondenza generica, frase esatta o negativa.
  2. Pubblico che ha già interagito: vengono selezionate liste di utenti che hanno visitato il sito, interagito con i Pin o sono semplicemente presenti nel CRM aziendale.
  3. Pubblico Act-like: l’algoritmo cerca utenti con interessi e abitudini simili a chi ha già convertito.

Come nel caso delle campagne algoritmiche presenti su altri canali digital (Advantage+ su Meta o Performance Max su Google), Pinterest propone le campagne Performance+. Si tratta di funzionalità disponibili per obiettivi di Considerazione, Conversione e Vendita dal catalogo, che semplificano creazione e gestione lasciando all’algoritmo l’ottimizzazione delle prestazioni.

L’attivazione avviene su tre livelli:

  • campagna: la gestione del budget avviene direttamente a questo livello;
  • targeting: inserimento solo di area geografica e fasce d’età (tutti o 18+/19+/21+), con possibilità di includere e/o escludere liste di utenti dal CRM senza necessità di indicare interessi o parole chiave;
  • creatività: l’algoritmo ridimensiona gli asset (immagini e video), genera sfondi alternativi e ottimizza i contenuti.

Per sfruttare al meglio queste funzioni, le best practice suggeriscono di concentrarsi su tre aree principali. Partiamo innanzitutto dal tracciamento: è essenziale usare il Pinterest Tag o l’API Conversion Pinterest per non perdere i preziosi dati sulle conversioni.

Il secondo aspetto riguarda la definizione di un budget strategico, assicurandosi che quello giornaliero sia pari ad almeno 5 volte il CPA target.

Infine, bisogna puntare sull’abbondanza di creatività, inserendo almeno 10 annunci per gruppo e avendo cura di rimuovere quelli non performanti solo dopo che si è conclusa la fase di apprendimento.

Creatività che convertono: formati e best practice

Come detto, rispetto ad altre piattaforme, i pin hanno una durata maggiore. Un contenuto pubblicato mesi fa può essere trovato nel momento specifico del bisogno. Perché? Perché tutto ruota attorno alla scoperta visiva, quindi disporre di creatività efficaci è fondamentale.

A livello di struttura, un Pin è composto da: immagine o video, titolo, descrizione e call to action.

Esempio di Pin Pinterest: in alto appare l'immagine (una fotografia di una pergola Pratic). A seguire compaiono Titolo, descrizione e Call to action
Esempio Pin Pinterest utilizzato nelle campagne Pratic

I formati adv Pinterest sono davvero molti.

  • Standard Pin/Video: annunci base con immagine statica o video.
  • Max width video: video espansi su tutto il feed mobile (solo a pagamento).
  • Carosello: più immagini tra cui scorrere.
  • Collections: combinazione di una risorsa grande e tre secondarie.
  • Idea ads: set di video, immagini, elenchi e testi in un unico Pin.
  • Showcase Ads: formato multistrato con più schede scorrevoli.
  • Quiz ads: domande e risposte a scelta multipla.
  • Lead Ads: form nativi per la lead generation.
  • Top of Search: tra i primi dieci risultati di ricerca pertinenti.
  • Annunci inventario locale: mostrano prodotti del negozio agli utenti nelle vicinanze.
  • Premiere Spotlight: video di larghezza massima per lanci o momenti stagionali (solo alcuni mercati).

Per chi gestisce un E-Commerce, oltre ai formati caricati manualmente, il catalogo prodotti rappresenta l’asset più potente. Una volta integrato, permette di creare un collegamento dinamico tra il proprio inventario e la piattaforma, trasformando i prodotti in “Product Pins” dinamici, che includono prezzi aggiornati e disponibilità in tempo reale.

Oltre a rendere l’esperienza d’acquisto immediata, questa risorsa permette all’algoritmo di intercettare l’utente con l’articolo più pertinente durante i suoi “momenti” di scoperta. In questo modo, il budget viene ottimizzato mostrando la soluzione ideale proprio quando nasce il bisogno, massimizzando l’efficacia tipica della pianificazione su Pinterest.

Come progettare creatività che funzionano

Secondo la piattaforma ci sono alcuni segreti da sapere per ottimizzare i propri contenuti e migliorare i risultati. Te li sintetizzo di seguito.

  1. Usare il formato verticale 2:3 per immagini e video.
  2. Il prodotto deve essere al centro, con logo presente ma non invadente.
  3. I video dovrebbero durare tra i 6 e i 15 secondi, mostrando il prodotto subito.
  4. I contenuti devono essere chiari anche senza audio.
  5. Il titolo deve avere una lunghezza massima di 40 caratteri, la descrizione deve contenere le parole chiave e essere lunga fino a 500 caratteri.
  6. Evita l’uso eccessivo di hashtag che potrebbero essere riconosciuti come spam.

Tracciamento e metriche: come leggere i segnali

Dopo aver scelto obiettivo, messaggi e formati, non ci rimane che l’analisi dei risultati. Le metriche disponibili sono simili alle altre piattaforme: impression, clic sul pin, clic in uscita, CPM, CTR, CPC, conversioni e costo per conversione.

Nella sezione Insights possiamo trovare indicazioni utili su organico, advertising e visione aggregata. Pinterest, in particolare, suggerisce di monitorare:

  • il pubblico totale, ovvero tutti gli utenti che sono stati esposti ai pin;
  • il pubblico coinvolto, quindi che ha interagito con i pin;
  • le impression e le interazioni.

Non è invece rilevante il numero di follower, poiché si possono vedere e salvare pin anche senza seguire una pagina.

Per monitorare le performance fuori da Pinterest, sono due gli strumenti principali che possiamo impostare. Il primo è il Pinterest Tag, che monitora i visitatori e le azioni sul sito dopo aver visto l’annuncio, misurandone l’efficacia attraverso le conversioni.

Il secondo strumento (molto importante) è il Tracciamento conversioni Pinterest via API, che invia i dati mediante un collegamento server-to-server per tre tipologie specifiche: le conversioni web, quelle in app e quelle offline o in negozio.

Tutti questi dati, una volta raccolti, possono essere utilizzati strategicamente per l’ottimizzazione, il targeting e per generare report con una maggiore visibilità sulle conversioni.

Conclusioni

Questo articolo non vuole essere un invito a tuffarti a capofitto nella pubblicità su Pinterest, piuttosto ad analizzare prima prodotto e settore per capire se possono essere adatti ai “momenti” di cui la piattaforma si nutre.

Una volta verificata la compatibilità, le particolarità di Pinterest e i CPM più bassi rispetto ad altre piattaforme possono permetterti di raggiungere un pubblico nuovo e incrementare la brand awareness anche in zone a elevata competizione.

Va tenuto comunque presente che le piattaforme lavorano in cooperazione: avere una strategia omnicanale – che permetta di sfruttare tutti i touchpoint per offrire all’utente un’esperienza fluida, coerente e senza interruzioni, indipendentemente dal mezzo utilizzato – qualora il budget lo permetta, aiuta a raggiungere gli obiettivi sia di conversione sia di awareness.

Ulteriori riferimenti

In questo articolo abbiamo parlato approfonditamente di Pinterest, delle sue opportunità, campagne e creatività. A proposito di queste ultime, sul nostro blog puoi scoprire quali sono i formati vincenti su Meta per obiettivo di campagna (e quali sono le migliori metriche per misurarli): lo sapevi?

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