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Canvas Lead Ads: un nuovo modo di convertire gli utenti

Federico Borsellino

9 agosto 2018

Facebook ci consente di costruire un Canvas Lead Ads, un’integrazione che aspettavamo da parecchio tra due formati che già conosciamo, ma che fino a ora lavoravano in maniera totalmente separata.

2015: Facebook introduce i Lead ads

Un formato di post con cui le aziende possono chiedere dati anagrafici agli utenti, come nome, cognome e indirizzo mail senza uscire dal newsfeed.
Una rivoluzione per tutti! Dalle aziende ai consumatori, perché fino ad allora eravamo abituati a processi spesso macchinosi – ed esclusivamente esterni a Facebook – per poter lasciare i nostri contatti su un sito web.

 

Esempi di Lead Ads su Facebook

 

2016: Facebook lancia il Canvas

L’esperienza degli utenti della piattaforma viene portata a un nuovo livello: leggere, scorrere, guardare video e immagini. Tutto da smartphone e (di nuovo) tutto senza uscire dalla piattaforma, risolvendo anche il problema dei lunghi tempi di caricamento di pagine web, controproducenti rispetto agli obiettivi di chi lavora nei processi di marketing e rispetto alla customer experience.

Insomma, due integrazioni non indifferenti nel giro di qualche mese.

Senza mettersi a contare le altre numerose features lanciate fino ad ora (così tante che probabilmente ne sta uscendo una anche mentre scrivo) il 2018 è un altro anno da far entrare in questa lista.

Facebook sta introducendo per alcuni accounts la possibilità di mettere assieme questi due formati, permettendo quindi di integrare il form di raccolta contatti al Canvas. E questo fino a ora non era possible.

Presi singolarmente entrambi i formati hanno degli aspetti che li rendono incompleti.

Il Lead Ads Form opera in un contesto in cui per l’utente vi è una limitatissima esperienza di navigazione: breve, concisa e a contatto con una creatività scarna… un modello quasi asettico se vogliamo esagerare.

Inoltre non è un segreto tra gli advertisers che una Lead generation esclusiva attraverso Lead Ads Form potesse restituirci contatti non proprio super qualificati.

Già, questo perché l’utente trova un form precompilato, clicca (spesso anche in maniera poco ponderata), rilascia il contatto e, com’è naturale che sia, continua a farsi gli affari propri.
Un esempio? Immaginiamo una situazione dove è prevista un’attività di recall da parte dell’azienda. Non è raro trovarsi in una telefonata a senso unico, dove l’utente non si ricorda nemmeno il nome dell’azienda, o addirittura di aver visto l’annuncio… e tanti saluti al marketing fatto bene.

Il Canvas è stato sicuramente visto più volte da tutti. Ci si interfaccia con una Landing Page full-screen da mobile, che consente di navigare le informazioni di prodotti o servizi offerti dalla propria azienda in maniera dinamica e veloce. E la possibilità di inserire diverse tipologie di contenuti ne aumenta le potenzialità, come i video dai quali estrarre un retargeting.

Lo strumento che emula il sito web all’interno della piattaforma ha portato ottimi risultati a chi lo ha utilizzato con buon senso.

Il Canvas regala un’esperienza all’utente scaldandolo nel processo. Quest’ultimo viene reso consapevole grazie alla navigazione multiformato e con la quale tra l’altro è lui stesso a decidere come interagire. Tutto questo però senza accompagnarlo verso una conversione finale, come per esempio la richiesta di un contatto.

Personalmente, come advertiser aspettavo un collegamento tra questi due formati da anni. Questa integrazione tra i due strumenti ci da infatti la possibilità di creare un anello di congiunzione tra due parti distinte del funnel di acquisizione.

Parliamo di una parte di Awareness, in una posizione più alta del funnel e una parte di Conversion, che solitamente appartiene ad una fase più avanzata.

E questa non è propriamente una questione tecnica, ma cognitiva: cioè il processo di come l’utente viene a conoscenza di determinate informazioni, le elabora e attraverso l’esperienza apprendere da queste.

Alcune dritte per i nuovi Canvas Lead Ads

Dal punto di vista tecnico, proprio per il fatto di essere un nuovo formato, il Canvas Lead Ads presenta ancora delle criticità che se non affrontate rischiano di portare via qualche ora di tempo. Ecco quindi un paio di punti per evitare di perdere un pomeriggio a cliccare qua e là.

Creando una campagna dal nostro account potremo trovare la possibilità di integrazione del Canvas a livello Inserzione, selezionando il check box di riferimento.

Integrazione del Canvas a livello Inserzione: il primo passo per creare un Canvas Lead Ads

Successivamente potremo abilitare l’integrazione di una sezione finale aggiuntiva: il Lead Form appunto.

Integrazione del lead form per la creazione di un Canvas Lead Ads

Attenzione, perché ad ora non è possibile costruire il Canvas Lead Ads:

  • se non si è admin o editor di Ad account e pagina
  • in una campagna con obiettivo diverso da traffico
  • in quick mode
  • da organico (publishing tools)

Se Facebook sistema questi piccoli intoppi, il formato potrebbe piacere molto, tanto ai marketers quanto agli utenti.

Come per i normali Canvas e Leads form tutto questo ha senso se abbiamo pronte le pagine di destinazione linkabili e una privacy policy valida. Inoltre, come per i classici Leads form, bisogna capire in anticipo come gestire i Leads raccolti (download del .csv al termine o integrazione CRM).

Lo abbiamo testato? Sì, ma per qualche risultato vi facciamo aspettare, solo perché siamo maniaci dei numeri e un test non ci basta.

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