Blog

Facebook ci sta ascoltando?

Margherita Regeni

29 gennaio 2018

Sono in tanti a credere che Facebook ascolti le conversazioni degli utenti a scopo pubblicitario. Non è esattamente così e vi spieghiamo il perché.

Quante volte avete parlato con i vostri amici di qualcosa e subito dopo… TAAC vi siete trovati l’inserzione di quello specifico prodotto nel vostro news feed di Facebook? E in quel momento avete pensato “Ok, c’è decisamente qualcosa di strano”.

Perché vedo esattamente il prodotto di cui stavo parlando senza che io abbia effettuato ricerca alcuna su di esso?

Facebook mi spia? Facebook ascolta le mie conversazioni? Una strana coincidenza? Oppure è solo una casualità?

Facciamo finta che Alonso stia parlando con la sua ragazza di una friggitrice che vorrebbe acquistare nei prossimi mesi.

Alonso nomina “friggitrice” più volte durante la conversazione. Nel comodino c’è il suo telefono.

Mezz’ora dopo, entra su Facebook e, ironia della sorte, vede che Amazon gli propone una serie di friggitrici ultimo modello, scontatissime.

Alonso si sente minacciato.

Alonso fa un post su Facebook a riguardo.

Che cosa succede? Isteria di massa.

Tutti iniziano a fare dei test per provare la validità della teoria. “Cibo per gatti, CIBO PER GATTI”, “Vincere un milione di euro”, poi c’è chi ci prova “Fidanzato, FIDANZATO BIONDO ALTO OCCHI AZZURRI” (non è il mio caso eh, no no).

Le persone aprono Facebook e come per magia trovano un’inserzione dedicata all’argomento di cui stavano parlando.

Ma com’è possibile? E via di nuovo si crea lo stesso tran tran iniziale.

Tutti scrivono un post in merito e in men che non si dica la psicosi di massa ha inizio.


Per i più scettici, questo fenomeno ha delle spiegazioni molto razionali.

Però una cosa vera in tutto questo c’è. Facebook ci spia. Ma non ci spia ascoltando dal microfono, anche perché isolare gli argomenti di una conversazione e usarli per creare campagne pubblicitarie su misura è un’impresa ad oggi quasi impossibile. Sapete che significa registrare milioni di conversazioni di miliardi, MILIARDI di utenti al fine di estrarre pochi e significativi dati in un mare magnum di rumors? Forse si sta prima a creare il teletrasporto. Questo sistema è così complesso che probabilmente, anche se fosse stato inventato, il ritorno non basterebbe a coprire i costi di un sistema così ingarbugliato.

Ma torniamo a noi. Facebook, sì, ci spia anche senza ascoltarci. Ma come?

Non dimentichiamoci che la nostra presenza sul Social è costante e continuativa. Ogni qualvolta che pubblichiamo un post, esprimiamo un interesse ad una pagina, mettiamo il like ad un amico, scriviamo un commento, visitiamo una pagina, ricerchiamo qualcosa, utilizziamo un hashtag, ci geolocalizziamo, installiamo una app e via dicendo, Facebook traccia tutto sul feed e sui siti che usano i suoi strumenti pubblicitari (come ad esempio il Facebook Pixel).

Ed è per questo che Facebook ci conosce meglio di nostra madre. Conosce anche i nostri segreti più intimi. Anche quanto guadagnamo (e no, non è uno scherzo).

 

La schermata di Audience Insight, a lato le opzioni di ricerca. In questo caso abbiamo voluto vedere quanti sono gli utenti in Italia che hanno un reddito di 30-40K di $.

Insomma, il livello di profilazione a cui ci sottoponiamo volontariamente quando usiamo Facebook è più che sufficiente per delineare un identikit dinamico della nostra “persona”, tanto da permettere all’algoritmo di prevedere i nostri interessi e ciò di cui parliamo.

Facciamo un esempio pratico.

Proprio mentre discutevamo in ufficio di questo strano caso in un discorso trasversale ho nominato al mio collega Udemy, una piattaforma che vende corsi online.

Un minuto dopo il mio collega entra su Facebook e si trova l’inserzione di Udemy.

Com’è possibile? Qual è la spiegazione logica e razionale di questa faccenda se non che Facebook ascolta quello che diciamo?

Il passaggio è semplicissimo. Seguiteci.

Step #1

Io ho visitato il sito internet di Udemy e sono finita all’interno di un funnel di Retargeting (Dio benedica il Facebook Pixel).

 

Step #2

Entro su Facebook e che cosa mi compare?

Una sponsorizzata della piattaforma Udemy. Entro nella Fan base e metto il like alla pagina. Fin qui nulla di strano.

Va bene se compare a me, ma perché dovrebbe comparire a Stefano che si trova nella mia stessa stanza? Casualità?

Step #3

No. Stefano fa parte di un target FOF (friends of Fan). Io sono fan della pagina di Udemy, Stefano è mio amico. Stefano entra nel target FOF.

Ed è così che a Stefano comparirà la sponsorizzata di Udemy.

La schermata di Ads Manager per profilare i target.

 

Se queste spiegazioni a noi comuni mortali sembrano complicatissime, per i sistemi di Facebook sono banali interconnessioni, rivelate da algoritmi che riconoscono sequenze ripetitive in un oceano di dati apparentemente scollegati tra loro.

Io e Stefano abbiamo interessi affini, voi e i vostri amici avete interessi affini. E così dunque, tutto è connesso. Aggiungici poi che Facebook mette a disposizione strumenti avanzatissimi per la profilazione del target e il gioco è fatto.

Insomma, tutti questi aneddoti hanno quasi sempre una spiegazione scientifica-ingegneristica-logaritmica data anche la tendenza di noi umani a cercare sempre un ordine nei sistemi complessi, (collegabile al fenomeno Baader-Meinhof), ma ciò non toglie che Facebook ci dà l’impressione di essere come un Grande Fratello che ci guarda e ci controlla in ogni istante della nostra vita.

Potrebbero interessarti